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Candiolo
Spazi per la mobilità dolce
Padiglioni componibili
lungo i percorsi del parco
Candiolo (TO),
Parco naturale di Stupinigi 2020
dati
11 studenti di architettura (1 università)
5 nazioni (Cina, Cipro, Kazakistan, India, Italia)
8 giorni di studi e progetto preliminare in remoto
Scatola di costruzioni: canne di bambù diametro 4-6 cm lunghe 200, 300 o 400 cm (Moso-Phyllostachys edulis o Madake-Phyllostachys bambusoides), travetti 10x10 cm lunghi 400 cm e 5x5 cm lunghi 400 cm, tavole spesse 2,5 cm, larghe 15-20 cm, lunghe 400 cm, pannelli in policarbonato alveolare trasparenti, fumè o azzurre, 210x300 o 210x600 cm, spesse 10 mm.
committente
Comune di Candiolo
atelier mobile
Luca Barello, Giulia La Delfa, Fabrizia Muci, Corrado Scudellaro, Niccolò Suraci, Cristiano Tosco
partner
Politecnico di Torino-DAD: Silvia Gron,
Alessio Primavera
team di progetto
Chiara Albanese, Matteo Costantini, Almira Kumarova, Yuan Li, Ziqi Liang, Khushboo Singh,
Timotheos Vassiliou, Yu Xia, Xiaofei Yang, Xingting Ye,
Qingwei Zhou
conferenze
Chiara Devoti (Politecnico Di Torino-DIST), Piero Fenu (Irccs Candiolo), Sandro Ferregutti (Regione Piemonte), Fabio Finco (Federazione Piemontese Ricerca sul Cancro), Alberto Peyron (Madeinbamboo), Dario Spada (Ente Parchi Reali), Jacopo Spatola (Bikehub Caselette)
critici invitati
Alberto Calderoni (Università di Napoli Federico II), Fulvio Capurso (Rootstudio), Cristina Coscia e Monica Naretto (Politecnico Di Torino-DAD), Marco Navarra (Nowa e Università di Siracusa), Lorenzo Netti (Politecnico di Bari),
Riccardo Rudiero (Università di Firenze)
un grazie speciale a
Stefano Boccardo (Comune di Candiolo), Luigi Chiappero (Ente Parchi Reali), Giorgio Quaglio (Madeinbamboo Torino)
Studio dei percorsi di mobilità dolce (pedonale+ciclabile) nel Parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi per collegare il Castello di Parpaglia all'IRCCS (Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro) analizzando la storia del luogo, i percorsi esistenti, le caratteristiche degli elementi architettonici e naturali, le esigenze dei visitatori locali e stranieri, per definire un sistema di padiglioni per offrire sosta, informazioni e per valorizzare i paesaggi naturali e culturali esistenti. Le unità modulari dei padiglioni possono essere composte in diverse configurazioni con vari gradi di articolazione, apertura e trasparenza per fornire intimità, ombra, punti di osservazione o invito all'esplorazione e alla scoperta. La struttura principale di bambù, materiale locale coltivato nei campi vicini, sostiene pannelli la cui materialità e consistenza contribuiscono a definire le caratteristiche del padiglione insieme alla sua forma e collocazione.